Pardo elettronico

È da molti anni che accarezzo l’idea di “incontrare” professionalmente un poeta da me amatissimo sin dalla primissima  lettura dei suoi versi durante gli studi alle scuole medie, alle superiori  prima e all’università poi; di affrontare la sua lingua potente e aristocratica  , per tentare di liberarla dalla ripetitività della pagina scritta da una parte e per restituirne, scavando la parola e liberandola attorialmente dalla lettura monotona , tutta la sua forza e potenza espressiva , sprigionando e facendo deflagrare tutto il profondissimo sentire in essa contenuto .L’ idea di far accompagnare poi questo mio reading di poesia leopardiana da un dj set di musica elettronica nasce dal desiderio di riprodurre a livello performativo-formale quel meraviglioso “ ossimoro” presente nella poesia di questo gigantesco poeta: quel binomio,voglio dire, tra lingua poetica classisicista ,altissima e raffinatissima (lontana anni luce da quella lingua media ,che il Manzoni in quello stesso periodo andava ricercando per il suo Romanzo ) e quella modernità assoluta di contenuti che ha fatto annoverare Leopardi tra i massimi artisti e intellettuali europei del suo tempo,voce forse davvero unica che valica per audacia e grandezza contenutistica gli angusti confini dell’Italia ottocentesca e che consegna per sempre i suoi versi alla grande poesia mondiale di tutti i tempi.